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Ottaviano Bottini

 

Chi era?

                                             

Ottaviano Bottini è nato a Piglio (Frosinone) il 26 dicembre 1905. Alla formazione della sua personalità concorsero diversi fattori.

            Dalla terra natia, la Ciociaria, che Egli fino a qualche anno addietro annoverava tra le più neglette della Penisola, per la mancanza di ogni iniziativa a sostegno del settore agricolo e dall’ambiente familiare di agricoltori, Egli trasse e portò con sé una non comune sensibilità ed un amorevole interesse per i complessi problemi che agitavano il mondo agricolo. Una solida cultura umanistica, conseguita attraverso i severi studi liceali classici, che tenne sempre a curare dedicandovi le ore di riposo e la laurea in Chimica, conseguita a pieni voti nel mese di luglio del 1928 nell’Ateneo romano, presso la gloriosa scuola del Parravano,  poi l’incontro e la collaborazione con scienziati di fama internazionale, che operavano nel campo della Chimica applicata all’agricoltura, quali A. De Dominicis direttore dell’Istituto di Chimica Agraria di Portici,G.   Wiegner direttore dell’Istituto di Chimica Agraria del Politecnico Federale di Zurigo, e E. Pantanelli direttore dell’Istituto di Agronomia e Coltivazioni Erbacee dell’Università di Bari, gli fornirono e permisero di perfezionare i mezzi con i quali Egli era destinato ad operare con insolita efficacia a beneficio della Scienza, della Scuola e dell’Agricoltura.

            Indubbiamente la Chimica Agraria fu il campo che gli consentì di mettere in evidenza le Sue doti di ricercatore e sperimentatore; ma dove conseguì i risultati più lusinghieri e significativi che valsero a conquistarGli un posto di preminenza, fu nel settore pedologico.

            I materiali argillosi, << fattori essenziali del dinamismo e moderatori supremi delle proprietà del suolo>>, avevano incominciato da pochi anni ad incontrare la dovuta considerazione in seguito al sorgere ed all’affermarsi della giovane scienza del suolo, quando Ottaviano Bottini li assumeva a tema centrale delle Sue ricerche e portava il Suo contributo determinante alla soluzione dei complessi problemi relativi alla loro origine, alla loro natura e struttura ed alle proprietà delle regioni superficiali.

            E’ di questo periodo il gruppo di lavori che concernono i rapporti tra acqua e suolo e tra soluzioni saline ed il terreno: le indagini dei colloidi del suolo; le ricerche relative all’assorbimento di scambio polare nel terreno; le prove di decomposizione termica di NH4-terreni e di NH4-argille; lo studio del comportamento delle varie forme di potassio presenti nel terreno in rapporto alla nutrizione delle piante e allo sviluppo delle colture.

            Con le ricerche sulle funzioni delle basi di scambio dei materiali argillosi, Egli, applicando i criteri ed i metodi che si venivano affermando nel campo della Chimica colloidale applicata alla pedologia, apportava nuovi contributi alla conoscenza della parte che hanno i cationi di scambio nel determinare e regolare i rapporti reciproci tra acqua e terreno e più in particolare al chiarimento dell’influenza delle basi assorbite nella dispersione e nel rigonfiamento dei costituenti argillosi del terreno. Veniva così definitivamente accertato che, nella loro influenza su tali proprietà, i diversi cationi di scambio si ordinano secondo una progressione che si identifica con la serie eliotropica o con la serie di idratazione e che, quindi, nel determinare la velocità di ascesa capillare, si ordinano nella serie inversa. Venivano, inoltre, messi in evidenza i fattori che influenzano e disciplinano gli scambi cationici tra le micelle argillose e le soluzioni circolanti del terreno;  veniva, infine, riconosciuta l’importanza delle basi di scambio del terreno ai fini della nutrizione radicale della pianta.

            Con le indagini sulla decomposizione termica delle NH4-argille e degli NH4-terreni, Egli affrontava il problema ancora controverso dell’origine e della natura dei legami che legano le basi di scambio al complesso assorbente ed utilizzando un metodo originale quanto semplice, riusciva a dimostrare come, a differenza di quanto era prima generalmente ammesso, su uno stesso complesso assorbente una medesima base di scambio si trovi trattenuta da legami la cui intensità varia entro limiti piuttosto ampi e come, inoltre, tra i diversi cationi si esercitino delle influenze reciproche sulla intensità dei legami di assorbimento. I risultati di queste ricerche ebbero risonanza internazionale, di cui ancora oggi si avverte l’eco, e sono servite da base per la moderna trattazione del problema dal punto di vista termodinamico.

            Non meno fruttuose si dimostrarono le indagini sulla composizione chimica della frazione colloidale dei terreni: tali ricerche Gli consentirono di fissare i criteri e i metodi per valutare lo stato di degradazione dei terreni e prevederne l’evoluzione sotto l’influenza dei fattori ambientali.

            L’intensa attività di ricerca condotta nel particolare settore dei colloidi del terreno ebbe il suo naturale sbocco nella preziosa monografia << Introduzione allo studio delle superfici dei materiali argillosi >>.

            Sollecitato costantemente dall’interesse verso i problemi concreti che travagliano l’agricoltura, quella meridionale in particolar modo, Egli non tardò ad indirizzare la Sua attività anche verso il campo della pedologia applicata.  Rientra in tale attività un folto gruppo di indagini condotte sui terreni centro-meridionali; quelle sui terreni della Regione Vesuviana, dei Campi e delle Isole Flegree, della Regione vulcanica di Roccamonfina e del Distretto vulcanico Ernico; le altre sui terreni salsi del tavoliere, sulle formazioni sabbiose-calcaree della Lucania Materana ed infine sulle terre rosse. Da quelle ricerche risultavano definite innanzitutto le caratteristiche pedologiche dei terreni; venivano offerte nuove concezioni sul meccanismo della loro formazione e venivano forniti i criteri da seguire nella diagnosi della natura e dell’età degli strati coltivati e nella scelta delle pratiche agronomiche intese ad esaltarne le attitudini produttive.

            Significative sono a tale riguardo le minuziose ricerche effettuate presso talune zone della Puglia, dove da tempo immemorabile si fa uso delle acque salmastre, a conclusione delle quali Egli perveniva alla formulazione di direttive  sull’impiego efficace delle acque in questione nei trattamenti irrigui dei terreni anche in ambienti e condizioni diverse da quelle particolarmente considerate. Tali direttive sono intese ad assicurare il soddisfacimento delle seguenti condizioni: a) che, al contatto con il terreno, nelle acque prendano a stringersi ulteriormente i rapporti sodio/calcio; b) che, durante il periodo irriguo, le acque che bagnano il terreno non abbiano a subire aumento di concentrazione di gran rilievo; c) che, dopo ciascuna stagione irrigua, l’appezzamento trattato venga lasciato dissalare nella misura più progredita.

            Non meno importante fu il suo contributo alla soluzione dei complessi problemi inerenti l’impiego dei fertilizzanti e la valutazione delle attitudini produttive dei terreni.

            Del gruppo di elementi fertilizzanti di primo piano, prese a considerare in modo particolare l’azoto, di cui sottolineò la sostanziale diversità di comportamento nel suolo rispetto ai composti fosfatici e potassici apportati con le concimazioni e la somiglianza di vicende, invece, con le riserve idriche del suolo,  per cui Egli suggeriva che nel trattamento  dei concimi azotati minerali << giova tener presenti i criteri adottati per il governo dell’acqua di irrigazione, piuttosto che attenersi alle norme che disciplinano l’impiego dei fertilizzanti fosfatici e potassici >>.

            Con non minore successo Egli toccò anche il campo delle industrie agrarie.

            Nel settore dell’industria italiana delle resine Egli segnalò le possibilità che offrono le piante del nostro Paese, ed in primo luogo le pinete della Sila, per la produzione di colofonia e trementina dalle ceppaie di pino.

            Per la preparazione dei mangimi concentrati bilanciati delineò vari processi intesi alla utilizzazione delle enormi masse di bucce di piselli prodotte annualmente dall’industria conserviera e ad un più razionale impiego della farina di semi di pomodoro, delle polpe secche e del melasso di barbabietole ed, infine, delle melme che residuano presso i moderni impianti della lavorazione delle olive.

            Per i semi di psillio elaborò un piano di sfruttamento inteso ad estrarre una mucillagine da impiegare in sostituzione della gomma arabica ed un olio da usare nelle industrie delle vernici.

            Fervido sostenitore dell’avvio dell’economia meridionale verso l’industrializzazione, nel campo della lavorazione dei prodotti agricoli Egli prospettò un diagramma di lavorazione  integrale delle olive presso impianti combinati di pressione e di estrazione con solventi; e caldeggiò un impianto per la raffigurazione degli oli al solvente e lampanti in impianti cooperativi opportunamente dislocati.

            Ricercatore tenace ed alacre, Egli negli ultimi anni si trovava impegnato in una vasta serie di iniziative e di ricerche quali: l’ammodernamento degli impianti del Centro di Castelvolturno dell’Istituto di Chimica Agraria, presso il quale aveva avviato una complessa sperimentazione sulla conservazione e sul miglioramento delle proprietà fisiche del terreno impegnato in colture foraggere, irrigato e concimato; l’ampliamento dell’Impianto per la cura dei tabacchi, alle dipendenze dell’Istituto di Chimica Agraria in agro di Montecorvino Rovella nei pressi di Battipaglia; una indagine sulle acque delle regioni centro-meridionali che già trovano o possono trovare impiego per l’irrigazione e per l’approvvigionamento dei centri rurali abitati; le ricerche sulle caratteristiche fisiche dei terreni argilloso-calcarei, con particolare riferimento all’incidenza che può avere il calcare nel condizionare le attività dei materiali argillosi, che si rinvengono nei terreni agrari.

            Non minori energie Egli profuse nell’insegnamento, sia attraverso l’esemplare assiduità nello svolgimento delle lezioni, in cui rifulsero le Sue doti di espositore acuto e chiaro, sia curando la non facile e dibattuta strutturazione della materia. Contro le tendenze a considerare il terreno agrario e la pianta come entità naturalistiche a sé stanti, Egli sostenne il principio che l’uno va considerato essenzialmente quale substrato delle vita vegetale e, pertanto, come fattore della produzione agraria e dell’altra vanno conosciuti profondamente i processi che vi si svolgono al fine di esaltarne le attitudini produttive migliorandone le condizioni di vita. A tale principio Egli informò con vigore la propria attività di ricercatore e di insegnante, come testimoniano le sue numerose memorie scientifiche ed i noti volumi de << Il terreno >>, << La pianta >>e dei<< Fertilizzanti e fertilizzazioni >>; allo stesso principio Egli tenne ad uniformare anche l’attività dei Suoi allievi.

            Socio attivo di numerose Accademie, quella Pugliese delle Scienze, la Economico-agraria dei Georgofili, la Pontaniana e la Nazionale delle Scienze di Napoli; impegnato nella soluzione dei gravosi problemi inerenti al riassetto ed al riordino degli studi delle Facoltà di Agraria; vivamente interessato alle grandi questioni che travagliavano il mondo agricolo, Egli ricoprì numerosi incarichi speciali: fu redattore della << Bibliografia italiana per l’agricoltura >>; fu Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari; membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione;  membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Bari e dell’Università di Napoli; co-autore del volume << Source-book on Irrigation and Drainage>>, edito dalla FAO/UNESCO; esperto dell’UNESCO per le ricerche scientifiche nelle regioni aride; Preside della Facoltà di Agraria dell’università di Napoli, carica che ha tenuto e conservato negli ultimi difficili anni con profondo spirito di sacrificio e con sommo prestigio fino a quando, la sera del 28 Marzo 1969, un improvviso malore Lo coglieva nel pieno della Sua attività nel corso di una riunione organizzata dall’UCID di Napoli, stroncandone fulmineamente la vita operosa ed alacre e strappandolo agli affetti più cari.

            Qualche mese prima la Sua intensa e disinteressata attività, dispiegata tutta a beneficio della Scuola e della Agricoltura Italiana, aveva avuto il più alto riconoscimento, dalla Presidenza della Repubblica, con il conferimento della Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte (Decreto del 2 Giugno 1968) .

            Sia nella vita professionale che in quella privata e familiare ciò che Lo caratterizzava era la naturale modestia e cautela, ma anche la tenacia con cui si impegnava nella soluzione dei più svariati problemi. Nel Suo operare  traspariva chiaramente l’assidua ricerca della perfezione che spesso lo portava ad essere esigente e severo con se stesso e con i suoi allievi e collaboratori: virtù questa piuttosto rara oggi, dove invece ci si lascia guidare dalla improvvisazione e faciloneria.

            Il tratto cordiale e signorile che lo distingueva, lasciava il posto ad un atteggiamento estremamente deciso ed autorevole tutte le volte che Egli sentiva minacciati sia gli affetti familiari che gli interessi della Scuola e della Agricoltura.

            A chi come noi ebbe il privilegio di averlo come guida generosa ed illuminante per tanti anni, Ottaviano Bottini lascia in eredità una somma inestimabile di valori morali. Ai suoi allievi, ai suoi collaboratori e ai suoi familiari Egli ha additato con chiarezza la strada da percorrere; l’omaggio più degno alla Sua memoria sarà quello di proseguire sulla strada da lui tracciata.

 

            Le pubblicazioni del Prof. Ottaviano Bottini:

 

1.      Il comportamento della leucite nei terreni salsi. – Ann. Tecn. Agr., Anno V, pag. 81 ; 1932.

2.      La Regione Vesuviana: la zona alta – Studio chimico-geo-agrologico. – Ann.Tecn.Agr.,Anno V, pag. 459; 1932,

3.      Influenza dei cationi di scambio sulla ascesa capillare dell’acqua nel terreno. – Atti R. Acc. Naz. Lincei, Rend. Cl. Sc. Fis. Mat. Nat., ser. VI, vol. 15 pag.883 ; 1932.

4.      Sul fenomeno di ascesa capillare dell’acqua nel terreno. – Atti  IV Congr. Naz. Chim. Pura e Appl., pag. 670; Roma 1932.

5.      Su alcune relazioni tra composizione chimica del terreno e composizione chimica del suo contenuto colloidale.- Atti R. Acc. Naz, Lincei, Rend. Cl. Sc. Fis. Mat. Nat., ser. VI, vol. 16, pag. 584; 1932.

6.      La Regione Vesuviana: la zona pianeggiante – Studio  chimico-geoagrologico. – Ann.Sper. Agr., vol.12, pag. 57; 1933 (Con la collaborazione della Dr.ssa E.M. Giannico).

7.      Sull’assorbimento polare o di scambio nel terreno. I. –

Ann. Chim. Appl., vol. 23 pag. 227; 1933.

8.      Sull’ascesa capillare di soluzioni di elettroliti in Na-terreno. –

Ann. Tecn. Agr., Anno VI, pag. 473; 1933.

9.      Sull’assorbimento polare o di scambio nel terreno. II. –

Ann. Chim. Appl.,vol 23, pag. 474; 1933.

10.  Il potassio del terreno e le piante. –

Trab. IX Congr. Intern, Quim. Pura y Aplic., vol. VII, pag. 98; Madrid 1934.

11.  Fattori pedogenetici particolari della Regione Vesuviana: gas e sublimazioni vulcaniche. -  Ann. R. Osserv. Vesuv., serie IV, vol. 3, pag. 141; 1935.

12.  Studi di Chimica colloidale applicata alla pedologia. -  Viaggi di studio promossi dalla Fondazione Volta, vol. IV, pag.11; 1935.

13.  Sulla decomposizione termica delle NH4 – argille. – Atti R.Acc.Naz.Lincei, Rend. Cl. Sc.Fis.Mat.Nat., ser. VI, pag. 142; 1936.

14.  Ueber  die  thermischeZerzetzung  von  Ammoniumpermutit,  Ammoniumbentonit  und  Ammoniumton . – Koll,Zeitschr., vol.79 pag. 68; 1937.

15.  Ueber  die  thermischeZerzetzunggemischter<< Ammonium-Kalzium>> - Permutite, Bentonite und - Tone. – Koll. Zeitschr., vol. 80, pag. 56; 1937.

16.  I Campi e le Isole Flegree – Studio chimico geo-agrologico. –Ann.Sper.Agr., vol. 23, pag. 111; 1937. (Con la collaborazione della Dr.ssaE.  M.  Giannico).

17.  Sulla utilizzazione dei semi di  <<PlantagoPsyllium L. >> - Ann.Fac.Agr. R.Univ. di Napoli, ser. III, vol. 9, pag.75; 1938.

18.  Sui caratteri pedologici dei terreni meridionali. –Atti XCongr.Intern. di Chimica, vol.,V, pag.538; Roma 1938.

19.  Sulla utilizzazione delle ceppaie di pino silano. – Ric.Scient., Anno X, pag. 856; 1939.

20.  Le piogge caustiche della Regione Vesuviana. –Ann. Chim.Appl.,vol. 29, pag. 425; 1939.

21.  I terreni della Campania. –Ann.Fac.Agr. R.Univ. di Napoli, ser. III, vol.11, pag 105; 1940.

22.  La Regione vulcanica di Roccamonfina – Studio chimico-geoagrologico, - Ann.Sper.Agr., vol. 39; 1941. (Con la collaborazione della Dr.ssa  E.  M.  Giannico).

23.  Il Cesanese di Piglio. – Ann.  Fac.  Agr. R.Univ. di Napoli,ser. III, vol. 14; 1942. (con la collaborazione del Prof. M. Venezia).

24.  Sulla utilizzazione di alcuni cascami dell’industria conserviera. - Ann.  Fac.  Agr.  R.  Univ. di  Napoli, ser. III, vol. 14; 1942.

 

 

( Biografia curata dal nipote Sandro Felli )

 

 

 

 

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